Il corpo è ancora illegale: nel 2025 censuriamo l’intimità ma lasciamo correre l’odio

Nel 2025 basta scrivere “pene” o “vagina” per far scattare l’allarme dei moderatori, come se l’anatomia fosse un atto sovversivo. Eppure lo stesso allarme spesso non scatta davanti a insulti, violenza verbale o odio travestito da opinione.

Siamo arrivati al punto in cui il corpo è più scandaloso dell’aggressività.
Un fallimento culturale, prima ancora che digitale.

Gli algoritmi non educano, silenziano. rimuovono.
Oscurano la biologia come se fosse pornografia e permettono all’ostilità di passare per “libertà di espressione”.

l vero scandalo non è nominare “pene” “vagina” , ma continuare a trattare l’anatomia come un reato sociale.
E non c’è nulla di più offensivo, per una società che pretende di essere evoluta, che avere paura delle parole giuste.

Parlare di corpo non dovrebbe essere un atto di coraggio, ma di normalità.
E invece eccoci qui, giovani e adulti iperconnessi che comunicano con emoji, ma sbiancano davanti a termini che descrivono ciò che siamo.

La verità è semplice: finché censuriamo il corpo ma tolleriamo l’odio, non siamo una società più rispettosa, siamo solo una società più ipocrita.

Da anni professioniste come la dottoressa Fanni Guidolin lavorano proprio in questa direzione: riportare il corpo, la sua conoscenza e il suo linguaggio al centro del discorso pubblico.

Lo fanno sfidando tabù radicati, insistendo sul valore educativo delle parole e costruendo spazi in cui l’anatomia non è scandalo ma consapevolezza.
È un lavoro paziente, controcorrente, che dimostra che la maturità sociale passa anche dalla capacità di nominare ciò che ci appartiene.

-La redazione, Il Centro del Perineo

Articoli correlati

LE CICATRICI

LE CICATRICI

Ho trovato uno studio scientifico sulle cicatrici davvero interessante. Gli autori hanno cercato di sottolineare...

Continua a leggere
Il Centro del Perineo

Iscriviti alla newsletter